Si rimane colpiti, inebetiti, in cerca di una spiegazione. Spesso si reagisce così quando viene a mancare una persona cara, abbiamo reagito tutti così alla notizia della scomparsa di Marco Simoncelli. Non c’è spiegazione, non c’è razionalità nella morte, pur contrapponendosi ad essa, in qualche modo fa parte della vita.
A volte la morte di qualcuno ci colpisce in maniera diversa. C’è chi gioisce per la morte di Bin Laden o Gheddafi, c’è chi celebra i soldati caduti in azione, c’è chi piange il proprio caro. Ma in fondo tutte queste morti cosa hanno di diverso?
Nulla, a fare la differenza sono la relazione che loro hanno con noi. E’ il legame (interrotto) con la persona venuta a mancare che produce in noi i sentimenti di lutto, tristezza, gioia…
Con la morte di Marco Simoncelli si rompe per molte persone quello che questo ragazzo/uomo/modello rappresenta: la gioventù, l’aspirazione, il sogno mai realizzato (di Noi) riflesso in lui, oppure la combattività e lo spirito sportivo, semplicemente un sorriso…
Una cosa è certa, da vive alcune persone possono diventare eroi, da morte diventano dei Miti.