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Feb 27th, 2011 @ 7:21 pm

Katy Perry: we are all fireworks


Mercoledì scorso sono stato al concerto di Katy Perry al Forum di Milano, punto di arrivo tanto atteso e felicemente trascorso di un viaggio di avvicinamento sviluppatosi principalmente online, seguendo la cantante californiana e la sua crew tramite i canali sociali su Facebook, Twitter, YouTube e Flickr.

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Normalmente assisto a concerti di un genere differente, ma con Katy Perry la curiosità di vedere dal vivo la sua esuberanza, la sua simpatia e la sua bellezza hanno vinto su i timori circoscritti circa il genere musicale e il tipo di spettacolo a cui avrei assistito.

Il concerto di mercoledì si sviluppa con il racconto di una sexy-naif Katy, che si ritrova catapultata come Alice nel…“paese dei dolciumi”, circondata da una scenografia che rispecchia il video del primo singolo California Gurls. L’effetto che si viene a creare all’inizio del concerto è quello del “sentirsi” a casa, perché i fan presenti si ritrovano in un’atmosfera già sentita, commentata e condivisa in precedenza.

Dopo il debutto con Teenage Dream, che dà il titolo all’album e altre due tracce, Katy Perry si ferma per salutare il pubblico, dimostrando ancora una volta la sua autoironia - “I’m the queen of dorks”, la sua ammiccante simpatia - “uhm, today in Milan, I saw a lot of Italian boys…”, senza dimenticarsi di essere sposata - “I have a boy at home, he’s a little bit Italian too”. A Katy piace giocare con i fan: “Io sono geek, quanti geek ci sono oggi?”, e naturalmente scherzare “How do you say crazy in Italian?!”, “pazzi”, “what??”, “pazzii”, “Uaui??”…

Ci vuole poco a Katy per conquistare tutta la platea di 12.000 persone, che con mio grande stupore è piuttosto eterogenea, con ragazzi e ragazze di tutti gli orientamenti sessuali, dagli adolescenti ai trentenni. La principale dote della cantante è quella di trasmettere positività, ed è proprio questa la innata qualità che fa avvicinare molte persone che hanno voglia di vivere un teenage dream. A differenza di quanto sostengono molti, e cioè che il personaggio Katy Perry sia costruito sul contrasto con Lady Gaga - più dark e negativo nei mood musicali e stilistici - credo che la nostra californiana abbia creato un universo a parte in cui molti si ritrovano e dove, in generale, molti abbiano voglia di tuffarsi semplicemente per sorridere e cantare.

Ed è sulla voglia di vivere il teenage dream tutti assieme che si basa l’immagine di Katy Perry nei video musicali e sui social network. Con quasi 20 milioni di fan su Facebook, oltre 215 milioni di visualizzazioni ai suoi video su YouTube e quasi sei milioni di followers su Twitter, le digital PR di Katy contribuiscono parecchio alla creazione di una comunità di fan che si sentono vicino al loro idolo, non solo commentando e interagendo con le pagine e i profili, ma partecipando in una maniera che dal virtuale si trasferisce al reale.

Ecco alcuni degli esempi più belli dell’interazione che avviene sui social network, ripeto si tratta solo degli esempi più belli:

Katy Perry su Twitter

Chi segue Katy Perry su Twitter nota che la cantante gestisce direttamente il profilo, che essendo personale non segue migliaia di persone ma si limita a neanche 100 profili, principalmente cantanti, blogger, redazioni e brand presenti sul social network che cinguetta. Si tratta quindi di un profilo utilizzato in maniera personale - senza cioè rispondere a tutti i fan - ma evidentemente indirizzato a tutti loro, che possono seguire la cantante nella sua quotidianità (dall’annuncio di matrimonio, alla foto con il neosposo dopo il sì, dall’annuncio dei concerti in Europa ai bisticci con blogger di vario tipo).

Allo stesso tempo il profilo è uno dei canali di maggiore interazione con i fan; ad esempio prima del concerto di Milano la cantante ha invitato i fan a twittare delle foto utilizzando l’hashtag #fridaynightinmilan. Durante il pezzo “Last friday Night” sono comparse sui megaschermi le foto inviate nei giorni prima del concerto, veramente unico!

Katy Perry su Facebook

Facebook è evidentemente uno dei canali principali per Katy: con quasi 20 milioni di likers ogni update ha un potenziale di comunicazione e condivisione impressionante. Ma chi gestisce il canale non si limita ad abbaiare update ogni giorno (cit. Are you gonna bark all day little doggie?), ma spesso offre opportunità reali di partecipazione.

A seguito del lancio del primo singolo “California Gurls”, la pagina ha invitato i fan a creare la loro versione della canzone: il risultato è stato una enorme partecipazione con numerosi video creati e pubblicati dagli utenti, con versioni esilaranti come “Montana Girls”, “New York City Gurls”, “California Gays” e molte altre varianti che, in alcuni casi, sono state pubblicate dalla stessa pagina ripagando così i fan per la loro passione e spingendo nuovi fan a creare video simili, sperando di essere in qualche modo visti “da Katy”.

Prima parlavo di una Katy Perry geek: qualche settimana fa la pagina ha annunciato in anteprima che nella puntata di Glee (la serie geek per eccellenza) della sera ci sarebbe stata una versione di Firework cantata da Rachel. Un modo geniale per creare dei ponti tra più media e spostare potenziali fan da una parte all’altra.

Sempre su Facebook, è impossibile dimenticare la pietra miliare che ha rappresentato la speciale ora di livestreaming di Katy dalla sede di Facebook nella Sylicon Valley. L’evento, dove di fatto Katy rispondeva alle domande dell’impiegata di Facebook e interagiva con gli utenti che facevano domande, ha sancito la stretta collaborazione tra le due mega-entità. Katy, infatti, ha annunciato la sua tournée americana, dove avrebbe utilizzato Facebook Places per puntellare su un’area geografica i suoi live e promuovendo di fatto il nuovo servizio anti-Foursquare, Gowalla & Co. La live su Facebook è stata anche l’occasione di una piccola grande gaffe di Katy, che oltre a Places annunciava con totale nonchalance “ci saranno anche tante occasioni di interazioni con il mio Twitter”.

Katy su YouTube

Sempre a riguardo di Firework, alcune settimane prima dello shooting del video a Budapest, Katy ha invitato gli utenti a partecipare al suo “Firework Contest” spingendo a spiegare con un video “come ognuno dei fan si definiva un fuoco d’artificio”. Il riscontro è stato incredibile e, senza sapere esattamente il perché, centinaia di fan sono stati invitati a Budapest, dove in un momento di particolare emozione per loro e Katy, è stato svelato che sarebbero stati i protagonisti del video clip.



Il video è molto emozionante e suscita nei fan un particolare attaccamento, anche umano, con Katy Perry.

Sempre su YouTube, mi permetto di fare un esempio più piccolo che mi riguarda e che dimostra come tutta la crew della cantante abbia capito come sia importante coccolare e ripagare i fan. Il giorno dopo il concerto di Milano ho postato su YouTube un mio video di mash-up con gli spezzoni del live dal forum: poco dopo la corista-cantante di Katy, di nome Brandee, ha commentato il mio video e si è complimentata, chiedendomi se avessi nuove foto del concerto e linkando il suo profilo Twitter. Un ottimo esempio di monitoraggio e ascolto della fanbase e interazione che rispecchia certamente tutti i canali ufficiali di Katy Perry.

Le community online

Concludo con un ultimo bell’esempio che ha coinvolto i ragazzi del fanclub italiano: pochi fortunati iscritti al forum ufficiale di Katy Perry in Italia hanno potuto salire sul palco del concerto durante l’ultima canzone, abbracciando e ballando con una felicissima Katy!

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