Da 70 anni ci propinano il mito del progresso, del prodotto interno lordo, della crescita come chiave per il nostro benessere. Per sostenere i presunti bisogni della popolazione della Terra ci dicono che bisogna comprare, sviluppare, produrre.
Una corsa senza fine verso cosa, verso dove? Abbiamo bisogno di sempre più spazio, sempre più oggetti, sempre più mezzi per sostenere tutto quello che possediamo e vogliamo:
When you want more than you have, you think you need…
and when you think more than you want, your thoughts begin to bleed.
I think I need to find a bigger place…
cause when you have more than you think, you need more space.
Lo stesso avviene con il nucleare. Ci dicono che per essere autosufficienti, in grado di assorbire le richieste della popolazione per i prossimi anni, per aumentare la nostra qualità di vita avremo bisogno di centrali nucleari.
Vero, le fonti rinnovabili non saranno mai sufficienti a soddisfare la sfrenata corsa allo sviluppo a tutti i costi. Eh sì, perché lo sviluppo intrapreso dall’uomo non è sostenibile dalla Terra, non lo è già, non è qualcosa che avverrà in un futuro indeterminato.
Inoltre il nucleare non è pulito, non è sicuro; non solo per le scorie, non solo per gli errori umani, non solo per i test che trovano di tutto vicino alle centrali. Il motivo principale è la natura: l’Uomo ha l’illusione o la presunzione di poterla controllare, ancora oggi. Nemmeno i giapponesi lo hanno potuto fare, nel 2011 esplodono i reattori in casa loro. Dopo che gli americani gli sganciarono le bombe, non contenti se le sono costruite in casa e la cosa gli si è ritorta contro.
Basta con il progresso, avanti con la decrescita.