Ciao sono Matteo, sapete cosa fare

Jul 18th, 2010 @ 11:38 pm

7 cose (e mezzo) sulla Ex-Germania Est

[DISCLAIMER] Il post che segue è ironico, ogni battuta va quindi considerata come tale. E’ inoltre possibile che l’autore del post abbia ricorso all’iperbole in alcune delle sue parti. 

Durante i miei 4 giorni in Sassonia, tra Dresda e Chemitz, ho potuto constatare diverse curiosità che riguardano gli abitanti e le abitudini di questa zona della Germania. Allo stesso tempo riparto con alcuni quesiti rimasti insoluti. Ecco a voi:

1. Il comunismo è dietro l’angolo. Sono passati 20 anni ma tutto è ancora lì a ricordare i tempi passati. Prima il Partito prometteva a tutti una casa e una Trabant, oggi i cartelloni pubblicitari promuovono “Iphone per tutti”.

Iphone per tutti!

Cosa direbbe Berlusconi, che tempo fa prometteva Internet per tutti? Non ne ho idea, fossi nel PD comincerei ad accusarlo di essere comunista. Magari funziona.

2. Autobahn (questo punto vale per tutta la Germania). Premesso che l’autostrada tedesca merita rispetto per via della sua gratuità, c’è qualcosa che non ho mai capito sulle sue dinamiche di viaggio. Perché non ci sono limiti di velocità e poi, in un tratto di strada esattamente identico al precedente, appare un cartello che indica ad esempio il limite di 60 km/h? E’ un mistero, quando appare un cartello simile tutti inchiodano e poi accelerano dopo una distanza a me ignota, senza alcun cartello che indichi il termine del limite di 60 km/h. 

3. Le macchine. il 90% del parco auto della Sassonia passa da 10 tonalità di grigio al nero. il restante 10% è in mano a tamarri con auto elaborate dai colori fluorescenti. Questa cosa l’ho notata in coda al termine della gara del Sachsenring.

4. Lo stile Italia 90. Gli uomini si vestono e si acconciano come 20 anni, quando la Germania vinse il campionato del mondo di Italia 90. La foto esemplificativa è di Voeller.

5. I capelli delle donne. Tinti e con colori orribili. Pare che tra le giovani donne vada ancora di moda la ciocca bionda tipo tredicenne italiana del 1995. Le donne di mezza età propongono tinte diverse, mai uniformi ovviamente: viola su nero, oro su nero, nero su biondo platino, rosso su biondo.

6. Se pensate che la televisione tedesca proponga soltanto telefilm polizieschi con cani intelligenti e inseguimenti con auto in autostrada e successivi ribaltamenti spettacolari, vi confermo che avete ragione.

7. Al semaforo di Dresda. Una delle cose che mi ha lasciato basito sono gli abitanti di Dresda e Chemnitz al semaforo. Ad un incrocio di Dresda sono dovuto passare con il rosso perché la signora dietro di me mi clacsonava! All’incrocio non passava nessuno e questa pretendeva che io passassi: lì per lì ho pensato che fossi nella corsia sbagliata, ma mi trovavo al posto giusto!

7 e mezzo. Al semaforo di Chemnitz.

A Chemnitz gli automobilisti e i motociclisti sono degli automi. Ieri al semaforo verde sono partito con l’obiettivo di accostarmi una volta superato l’incrocio, in modo da poter fare inversione a u (mi ero sbagliato di strada). Il tipo che era dietro di me non si muoveva a sorpassarmi nonostante avessi la freccia che indicava la destra; ero praticamente fermo ma questo non si decideva a sorpassarmi. Incazzato, mi sono fermato del tutto e questo ha inchiodato non sapendo cosa fare. Sembrava di giocare a Grand Theft Auto quando ci si diverte a bloccare il traffico con i Tir in mezzo alla strada: senza parole. Sono seguiti insulti nei suoi confronti. 

Oggi invece è toccato ad un motociclista ricevere qualche insulto. Premetto che i semafori durano tra 5 e 10 minuti : ), conoscendone la durata mi sono distratto un attimo e proprio in quel momento è scattato il verde. Un motociclista dietro di me è partito nonostante io fossi fermo: giuro che dopo un metro si è inchiodato. Credo che per lui verde significasse lasciare la frizione e partire, nonostante davanti ci fosse una vettura ferma. La demenza del soggetto è stata confermata dal fatto che una volta ripartiti, il tipo si divertiva a fare zig zag dietro di me.

Potrei aggiungere che a Chemnitz va di brutto la carne cucinata con chili di formaggio fuso riversato sopra la pietanza o che in centro città non c’è anima viva (sicuramente dalle 8 in poi), prima non ho avuto modo di constatarne la vitalità. Ma in fondo non è molto importante.

E’ fantastica invece la statua con la testa di Marx e il vecchio edificio comunista retrostante con l’insegna che recita in russo, francese, tedesco e forse anche inglese “Proletari di tutto il mondo, unitevi!”. Questa foto la scatterò domani come ultimo ricordo di Chemnitz.

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